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I minori e i media, in vigore la nuova Carta di Treviso

23 dicembre 2021

Presidenza AIAF ,

Con l'approvazione da parte del Garante della Privacy, entra in vigore la nuova Carta di Treviso, documento deontologico per i giornalisti italiani nel trattare di minori.

La Carta era stata approvata nel 1990 e rivista nel 2006: il 6 luglio 2021 il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ha approvato l’aggiornamento della Carta di Treviso, adeguandola ai cambiamenti intervenuti nel mondo dei media. Alla revisione hanno contribuito Franco Elisei, Nadia Monetti, Michele Partipilo per conto dell’Odg, Daniela Scano della FNSI, Francesco Micela, presidente del Tribunale per i minorenni di Palermo e Matteo Lancini docente e psicologo di Milano, oltre a Valentina Fiore ed Edoardo Poeta osservatori dell’Autorità garante dell’infanzia e adolescenza.

La Carta di Treviso fissa le regole deontologiche per i giornalisti riguardanti i minorenni. 

La Carta trae ispirazione dai principî e dai valori della Costituzione, della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, recepita in Italia dalla legge n. 176/1991, delle normative internazionali ed europee e della legge istitutiva dell’Ordine dei giornalisti (n. 69/1963) per estensione dell’art. 2.

La carta revisionata riempie qualche "voragine" che l'avvento dei social ha spalancato, richiama i giornalisti e le giornaliste a rispettare sempre e comunque i diritti dei bambini e dei ragazzi, a partire dall'anonimato quando sono coinvolti in fatto di cronaca nera e/o giudiziaria.

Al centro della Carta di Treviso resta insomma – ieri come oggi, sempre e comunque – il dovere deontologico ed etico dei giornalisti e delle giornaliste di proteggere i minori pur facendo buona informazione.

L’obiettivo era di rendere la Carta più aderente alla realtà, più chiara ed efficace, ma anche di immediata consultazione. Una specie di decalogo per i giornalisti utile soprattutto nelle cosiddette “zone grigie”, ovvero in quei contesti di non facile interpretazione, arrivando anche a una “tutela declinata in funzione dell’età e delle circostanze di fatto”. È stata rafforzata la protezione dove era necessario valutando al tempo stesso un diverso approccio, nella convinzione che la tutela dell’infanzia e dell’adolescenza andasse calibrata diversamente, senza perdere i principi base della protezione dei soggetti minorenni. «In definitiva la filosofia della nuova Carta di Treviso si può riassumere in un concetto molto semplice: il minorenne non va nascosto ma protetto», sottolineano in una nota il presidente uscente del Consiglio Nazionale, Carlo Verna e il coordinatore del gruppo di lavoro, Franco Elisei.

“Ora però la Carta va fatta rispettare” afferma l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) Carla Garlatti. 

“Non è sufficiente sanzionare: occorre proteggere bambini e ragazzi prima. Un intervento successivo – che sia sanzionatorio, interruttivo o risarcitorio – non sarebbe sufficiente a riparare i danni subiti dal minorenne, per il quale, peraltro, le conseguenze possono protrarsi a lungo”. 

È da sottolineare poi come sia stata articolata in modo puntuale la disciplina applicabile alle fasi di raccolta e diffusione delle notizie, finora priva di regolamentazione. Si prevede tra l’altro che il minorenne vada interpellato solo quando le informazioni che può fornire siano essenziali alla ricostruzione degli eventi. Significativo, infine, il fatto che resta comunque in capo al giornalista la responsabilità di valutare se la pubblicazione sia o meno nel concreto interesse del minore e non produca conseguenze negative nei suoi confronti, a prescindere dall’eventuale consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale.