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Violenti litigi fra il padre e la sua nuova compagna. Possibile ridiscutere l’affidamento

25 ottobre 2022

News Regionale - Piemonte e Valle d'Aosta ,

Il giudice deve spiegare le ragioni per cui ha disposto il collocamento di un minore presso un genitore piuttosto che presso l’altro.

Appare erroneo applicare le conclusioni della consulenza tecnica d'ufficio, ormai risalente, che pure prima aveva disatteso, senza tener conto dei numerosi fatti verificatisi dal deposito della relazione peritale alla pronuncia del provvedimento.

La precisazione giunge dalla Corte di Cassazione, che effettua tali rilievi all’interno di una recente ordinanza, la n. 30160/2022, depositata lo scorso 13 ottobre.

Genitori non coniugati, madre che vive a Milano e padre a Napoli, forte conflittualità tra i genitori di una figlia di anni otto al momento della presentazione del ricorso per Cassazione. In tale contesto, la Corte d’Appello, dopo avere mediante provvedimento provvisorio affidato la minore al comune di Milano, collocava la stessa a Napoli con il padre. La madre presentava pertanto ricorso, lamentando in particolare la mancata attenzione da parte del giudice di merito ai fatti verificatisi dal momento del deposito della consulenza al momento della decisione, avvenuta 14 mesi dopo. La ricorrente contestava altresì le circostanze in cui era avvenuto l’ascolto della minore e la mancata nomina di un curatore speciale.

Nel caso in esame, tra i fatti nuovi, da esaminarsi in sede di rinvio, intercorsi tra il momento in cui fu emesso il provvedimento provvisorio e la decisione definitiva, erano accaduti episodi di violenti litigi tra il padre della bambina e la sua nuova compagna.

Tale profilo, emergente dal provvedimento in esame, in tema di affido deve essere considerato, non solo perché talvolta si possono configurare episodi di violenza assistita, ma anche perché i litigi alterano il clima di serenità endofamiliare di cui i minori hanno bisogno.

La Suprema Corte, in conclusione, ha cassato il provvedimento impugnato e rinviato al giudice d’appello, in diversa composizione.