Via libera del consiglio dei ministri al decreto attuativo del cosiddetto “assegno unico”, una misura di sostegno economico alle famiglie con figli che dovrebbe andare a semplificare il regime frammentato delle detrazioni e degli aiuti in vigore fino a qualche mese fa.
Le domande si potranno presentare all'INPS dal primo gennaio. Potranno richiederlo tutti i residenti da almeno due anni, compresi i cittadini extracomunitari. I percettori di reddito di cittadinanza se lo vedranno erogare d'ufficio attraverso la card. Chi ha Isee sopra i 40mila euro potrà comunque ricevere 50 euro al mese per ogni figlio. Per i ragazzi maggiorenni, fino ai 21 anni, la cifra massima sarà di 85 euro mensili.
Approvato, dunque in consiglio dei ministri il decreto attuativo. Le domande si potranno presentare all’INPS dal primo gennaio.
Un assegno mensile fino a 175 euro, che scendono a 85 per i figli maggiorenni tra i 18 e i 21 anni: le domande per il nuovo assegno rivolto alle famiglie si raccoglieranno dal nuovo anno e i pagamenti arriveranno a partire da marzo. Eccoli i tratti essenziali dell’assegno Unico universale per i figli, contenuti nel decreto attuativo approvato dal Consiglio dei ministri del 18 novembre.
Il nuovo aiuto parte con uno stanziamento di circa 15 miliardi nel 2022 che diventeranno poco meno di 20 a regime.
A differenza degli attuali assegni familiari non andrà solamente ai lavoratori dipendenti ma anche agli autonomi e agli incapienti che oggi non godono delle detrazioni perché, semplicemente, non pagano abbastanza imposte da poterne beneficiarne. Il decreto prevede un meccanismo di salvaguardia per le famiglie con meno di 25mila euro di Isee, per fare in modo che non ci siano riduzioni di importo rispetto agli assegni già esistenti.
Per ciascun figlio minorenne, e a partire dal settimo mese di gravidanza, le famiglie avranno diritto a un importo di 175 euro al mese se l’Isee è pari o inferiore a 15mila euro, mentre oltre quella soglia la cifra si ridurrà gradualmente fino a raggiungere un valore di 50 euro in corrispondenza di 40mila euro di Isee. Chi ha un Isee alto riceverà comunque – a patto che faccia domanda – 50 euro per ogni figlio. Per i ragazzi maggiorenni, fino ai 21 anni, l’assegno massimo sarà di 85 euro mensili e anche in questo caso andrà a scalare fino a 25 euro per Isee uguali o superiori a 40mila.
Sono previste, inoltre, una serie di maggiorazioni in base al numero di figli e alla presenza di disabili. A partire dal terzo figlio è prevista una maggiorazione tra i 15 e gli 85 euro a figlio in base all’Isee, mentre i nuclei con “quattro figli o più” riceveranno un’ulteriore “maggiorazione forfettaria” da 100 euro al mese. Se entrambi i genitori lavorano avranno inoltre diritto a 30 euro in più, che si azzerano oltre i 40mila euro, mentre 20 euro in più andranno alle mamme under 21.
L’Inps avrà 20 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale del provvedimento per predisporre le nuove modalità per la domanda, che andrà inoltrata “per via telematica”, anche avvalendosi dell’aiuto dei patronati. L’assegno sarà riconosciuto dal mese successivo. Se effettuata entro giugno, la decorrenza sarà sempre da marzo (cioè verranno riconosciuti gli arretrati). I nuovi nati in corso di erogazione dell’assegno vanno comunicati entro 120 giorni, con apposita procedura. Potranno richiedere l’aiuto all'INPS tutti i residenti da almeno due anni, compresi i cittadini extracomunitari.
