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Niente addebito della separazione a chi lascia la casa per via dell'assenza di rapporti sessuali con il partner

26 settembre 2022

News Regionale - Piemonte e Valle d'Aosta ,

La separazione non può essere addebitata a chi tradisce e lascia casa perché non ha, da tempo, rapporti sessuali con il coniuge.

La puntualizzazione arriva direttamente dalla Cassazione, ed è contenuta all’interno dell’ordinanza n. 27771/2022, depositata lo scorso 22 settembre.

La Suprema Corte ha accolto il ricorso di un uomo che, dopo l’assenza di rapporti sessuali con la moglie, aveva intrattenuto una relazione extraconiugale.

Nel provvedimento è stato ribadito il principio generale secondo cui «in tema di separazione, grava sulla parte che richieda l’addebito l’onere di provare sia la contrarietà del comportamento del coniuge ai doveri che derivano dal matrimonio, sia l'efficacia causale di questi comportamenti nel rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza».

Ma vi è di più. Grava, invero, sulla parte che richieda, per l'inosservanza dell'obbligo di fedeltà, l'addebito della separazione all’altro coniuge l’onere di provare la relativa condotta e la sua efficacia causale nel rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza, mentre è onere di chi eccepisce l'inefficacia dei fatti posti a fondamento della domanda, e quindi dell’infedeltà nella determinazione dell’intollerabilità della convivenza, provare le circostanze su cui l'eccezione si fonda, vale a dire l’anteriorità della crisi matrimoniale all'accertata infedeltà. Nel caso analizzato dai Giudici di Piazza Cavour, il professionista era stato inchiodato sull’infedeltà dalla relazione da un investigatore privato ingaggiato dalla moglie. Tuttavia, l’uomo si era difeso sostenendo che la moglie non aveva da tempo rapporti con lui. Lei lo aveva effettivamente confermato e ammesso.

La tesi, però, non aveva convinto i giudici di merito che hanno confermato l’addebito a carico di lui. La Suprema Corte ha, dunque, ribaltato la decisione focalizzando l’attenzione sull’importanza della tutela della sfera sessuale. Adesso gli atti torneranno alla Corte d’Appello di Milano che è stata invitata dai giudici di legittimità a rivedere la loro posizione e a celebrare un nuovo appello.