...

Dalle Casse contributi extra per sostenere madri e padri

23 maggio 2022

Presidenza AIAF ,

Integrazioni all’indennità di maternità base prevista dalla legge, assegni per i papà, bonus bebè e aiuti per le gravidanze a rischio.

Dalle integrazioni dell’assegno minimo all’estensione delle tutele in caso di interruzione di gravidanza nei primi mesi, dal bonus bebè al contributo di paternità, sino ai pacchetti per la genitorialità. Questo l’ampio il ventaglio degli strumenti di sostegno che le Casse professionali mettono a disposizione dei professionisti che si avvicinano alla genitorialità, anche adottiva o affidataria, in aggiunta all’indennità base prevista per legge.

L’indennità base, regolata dal decreto legislativo 151/2001, viene parametrata al reddito della professionista. Così, la spesa complessiva sostenuta dalle Casse per le indennità di maternità varia in funzione sia del numero di iscritte donne, sia del reddito percepito nell’anno precedente da chi va in maternità: giusto per citare alcuni numeri, riportati da “Il Sole 24ore”, considerando il 2021 si va dagli oltre 23,5 milioni erogati da Cassa Forense (su 3.461 assegni) ai 407mila euro di Cassa Ragionieri (45); mentre come importo medio (sui 5 mesi) si spazia dai quasi 18.500 euro dei notai agli oltre 9.400 euro dei commercialisti, fino ai circa 7.000 euro di architetti, ingegneri e geometri, per arrivare a meno di 6.000 euro degli psicologi.

Al trattamento «standard» si aggiunge, quindi, una lunga lista di «extra» definiti in autonomia dagli enti previdenziali, che vanno ad allargare le maglie di tutela anche in base alle caratteristiche di ogni professione.

Per Cassa Forense, ad esempio, la gravidanza a rischio ricade nel perimetro dell’assistenza indennitaria, che prevede una diaria giornaliera pari a 1/365° della media dei redditi professionali dichiarati nei tre anni antecedenti, erogata (previo certificato medico) fino al periodo tutelato per maternità. Per le iscritte Inarcassa, quando è compromesso l’esercizio della libera professione, scatta l’indennità per inabilità temporanea assoluta (superiore ai 40 giorni). Le situazioni critiche sono coperte anche, tra gli altri, da Cassa Geometri, tramite provvidenze straordinarie, e da Enpab (biologi), con il bando assistenziale, che include gravidanza a rischio, cui si aggiungono le prestazioni della polizza Emapi.

Alcuni enti previdenziali, inoltre, mettono a disposizione degli iscritti il contributo di paternità – distinto dall’indennità percepita dal padre nei casi in cui la madre non possa fruirne – per sostenere la partecipazione di entrambi i genitori alle prime fasi di vita del neonato.

In arrivo, pertanto, nuove forme di tutela. Del resto, la legge di bilancio 2022 ha esteso l’indennità di maternità per altri tre mesi per i più bisognosi, professionisti inclusi, ma l’intervento ha suscitato dubbi nelle Casse, solo in parte risolti dalla circolare Inps del 3 gennaio 2022, che ha chiarito come i tre mesi in più non siano indennizzabili se maternità o paternità sono terminati prima del 1° gennaio 2022. Per ora senza riscontro, invece, il quesito fatto alle Entrate sul reddito da prendere a riferimento, se professionale o complessivo. Per questo alcune Casse stanno attendendo prima di erogare l’assegno.

Occorre, infine, aspettare l’approvazione definitiva del decreto di recepimento della direttiva 2019/1158, che ha appena ottenuto i pareri favorevoli delle commissioni parlamentari competenti, e la riforma dei congedi parentali prevista dal Family act in vigore dal 12 maggio (da attuare entro 24 mesi): entrambe ampliano i diritti di maternità e paternità per i professionisti.