Una tappa importante nella transizione digitale dell'Unione è stata segnata lo scorso 23 aprile con l'accordo politico provvisorio riguardante la legge sui servizi digitali, raggiunto tra la presidenza del Consiglio e il Parlamento europeo.
La legge sui servizi digitali, che consente di sancire il principio secondo cui ciò che è illegale offline deve esserlo anche online, mira a proteggere lo spazio digitale dalla diffusione di beni, contenuti e servizi illegali e a garantire la protezione dei diritti fondamentali degli utenti.
Un capitolo specifico dell’accordo è stato dedicato alla protezione dei minori in rete.
Invero, diverse disposizioni della legge sui servizi digitali contemplano la disciplina in materia di tutela dei minori online. Del resto, la salvaguardia dei minori che accedono ad internet rappresenta una delle più importanti sfide in tema di sicurezza in rete.
Le piattaforme accessibili ai minori dovranno, pertanto, mettere in atto misure di protezione particolari per garantire la sicurezza dei ragazzi online, specie quando sono a conoscenza del fatto che l'utente è un minore. Alle piattaforme sarà fatto divieto di presentare ai minori messaggi pubblicitari mirati, derivanti dall'uso dei loro dati personali quali definiti nel diritto dell'UE.
Le disposizioni si applicano a tutti gli intermediari online che prestano servizi nell'Unione. Gli obblighi imposti sono proporzionati alla natura e alla portata dell'impatto intermediario in questione, in particolare in funzione del numero di utenti che utilizzano il servizio.
La legge stabilisce un quadro giuridico orizzontale e si applica ai servizi intermediari quali quelli offerti da prestatori di servizi di hosting, motori di ricerca, piattaforme e mercati online.
Per garantire un'attuazione efficace e uniforme degli obblighi della legge sui servizi digitali, il Consiglio e il Parlamento hanno deciso di conferire alla Commissione il potere esclusivo di vigilare sulle piattaforme e sui motori di ricerca di dimensioni molto grandi.
Al fine di limitare la diffusione di contenuti illegali, i mercati online devono compiere i massimi sforzi per verificare la corretta fornitura di informazioni da parte dei venditori prima di autorizzarli a vendere. I mercati dovranno, inoltre, raccogliere e mostrare le informazioni sui prodotti e i servizi venduti, come la marca e la conformità al diritto dell'Unione, al fine di garantire che i consumatori siano adeguatamente informati.
L'accordo politico provvisorio del 23 aprile deve essere approvato dal Consiglio e dal Parlamento europeo prima di passare alle fasi formali della procedura di adozione di ciascuna istituzione.
