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Divorzio, l'accertamento di gravi limiti nella capacità genitoriale non impone automaticamente l'affidamento esclusivo

3 agosto 2026

News Regionale - Piemonte e Valle d'Aosta ,

Nel giudizio di divorzio, l'accertamento di gravi limiti nella capacità genitoriale di uno dei genitori - anche qualificato come "genitore gravemente alienante" e reiteratamente inottemperante ai provvedimenti del giudice - non impone automaticamente l'affidamento esclusivo dell'altro genitore né l'applicazione delle misure limitative di cui agli artt. 330 e 333 c.c..

È quanto recentemente puntualizzato dalla Cassazione, nei rilievi interni all’ordinanza n. 24135/2026.

Il provvedimento della prima sezione civile è risalente allo scorso 28 luglio.

Il giudice può, in base al prudente apprezzamento del caso concreto, alla realtà fattuale consolidata, all'età dei figli (cd. "grandi minori") e alla loro posizione, disporre l'affidamento condiviso con collocazione presso il genitore problematico, ove tale soluzione risulti comunque quella meno pregiudizievole per i minori e più conforme al loro interesse ai sensi dell'art. 337-ter c.c., dovendosi escludere soluzioni coattive (affidamento a servizi, inserimento in comunità) valutate come inutili o traumatiche.