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Nilde Iotti e le donne della Costituente, il convegno di Messina

2 aprile 2022

News Regionale - Sicilia ,

Si è svolto nella giornata di ieri presso l’aula Magna della Corte d’appello di Messina, dalle ore 9.00 alle ore 18.30, l’importante convegno organizzato dalla Sezione AIAF di Messina, in collaborazione con l'Ordine degli Avvocati di Messina, il CIRS (Comitato Italiano Reinserimento Sociale) e l'Università degli Studi di Messina.  

"Nilde Iotti e le donne della Costituente", questo il titolo della giornata di lavori ricca di importanti contributi.

Ad aprire il convegno i saluti e i ringraziamenti alle autorità gentilmente presenti (Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato e il Primo Presidente della Corte d’Appello, Dott. Sebastiano Neri) da parte dell’Avv. Cinzia Fresina, di AIAF MESSINA . Le istituzioni invitate hanno voluto impreziosire l’evento con veri e propri interventi sul tema dell’incontro, molto apprezzato anche per la sua attualità nella condivisa necessità di conoscere la storia delle donne del nostro Paese e per il fondamentale contributo dato dalle nostre Madri della Costituente.

A portare i saluti dell’ordine degli avvocati di Messina è stata la consigliera Avv. Maria Pagano, che ha evidenziato come la presenza delle donne abbia cambiato l’Italia e come le donne rappresentino, oggi, una quota fondamentale nel settore dell’avvocatura. 

La Presidente del Tribunale, dott.ssa Marina Moleti, ha ricordato la Storia della Costituzione e i suoi valori principali di uguaglianza, democrazia, libertà. La Presidente, nel suo intervento, ha voluto citare anche un celebre passaggio di una nota canzone dell’indimenticato Giorgio Gaber, “la libertà è partecipazione”, auspicando che tale monito possa confermarsi anche nel prossimo futuro.

Il Vescovo ausiliario Mons. Cesare Di Pietro ha richiamato, nel corso del suo intervento, il prezioso contributo delle donne nella Chiesa, attente e prudenti interpreti dei cambiamenti della società.

Una relazione appassionata e puntuale quella del Prefetto dott.ssa Cosima Di Stani, che ha richiamato letteralmente, e non a caso, diversi articoli di stampa pubblicati all’indomani dell’insediamento dei lavori dell’assemblea costituente. Gli articoli citati si soffermarono su una dettagliatissima descrizione fisica e, diremmo oggi, del look (capelli acconciature, tipologia di colori di vestito ecc.) delle donne/madri della Costituente. Marginale fu, invece, il contributo alle loro capacità ed alle reali motivazioni e percorsi, anche penosi, di cui ciascuna era portatrice e che legittimavano la loro presenza in quel contesto così decisivo per il nostro Paese.

Ha proseguito il Prefetto con una dettagliata indicazione delle legislazioni e dei provvedimenti emessi dal 1946 in poi, che hanno riguardato direttamente le donne.

Nello specifico, la l. 66/63 che ha permesso l’accesso alle donne in magistratura e alle cariche pubbliche in attuazione dell’art.51 della Costituzione, fortemente voluto da Nilde Iotti e dalle altre Madri della assemblea costituente.

Un dato è stato ricordato, molto importante: in Sicilia su nove province sette prefetti sono donne.

I lavori sono proseguiti con le relazioni dell’avv. Cristina Ponzio di AIAF Messina, che ha ripercorso le tappe più importanti dell’evoluzione normativa e legislativa maturata dalla Costituzione in poi a tutela delle donne, merito dell’impegno profuso da Nilde Iotti.

È stata ricordata anche Tina Anselmi, che nel terzo governo Andreotti  fu ministro del lavoro: unica e prima donna a ricevere questo prestigioso incarico .

La prof.ssa Vittoria Calabrò dell’Università degli studi di Messina, coautrice del libro “ NILDE  IOTTI e il PCI . Due centenari , una storia” , ha affrontato con grande maestria l’argomento del convegno , ripercorrendo con dettagli e particolari inediti la storia delle madri della costituente, come donne e come politiche, richiamando le azioni di ciascuna di cui ancora oggi si apprezzano i frutti.

In tale contesto è stata richiamata la legge che ha portato alla chiusura delle c.d .case chiuse e da cui dopo diversi passaggi nacque il CIRS, casa famiglia e di accoglienza su cui ha relazionato la Presidente Maria Celeste Celi.

Coinvolgente l’intervento dell’avv. Enza Rando, vice presidente di LIBERA, che ha raccontato l’esperienza di donne che prendono consapevolezza di una vita diversa e, finalmente libere, scelgono di rompere con la mafia, portatrice solo di morte e sangue a rischio della propria vita . Donne che, come frutto del loro cambiamento, mettono davanti a tutto il futuro sano dei propri figli, restando invisibili e senza efficaci tutele istituzionali affidate, invero, all’associazionismo.

Nel pomeriggio, dopo un ricordo delle donne vittime di femminicidio, con il richiamo alla sedia vuota “per posto occupato”, è cominciata la tavola rotonda “comunicare tra donne è fare rete. Obiettivi e proposte“, moderata dalla Prof.ssa Maria Rita Parsi.  

Al tavolo professionalità femminili diverse e anche il dott. Filippo Zagarella.

La professionista, dopo una puntuale ricostruzione e analisi delle più profonde dinamiche della psicologia femminile, ha rammentato come le donne debbano riflettere ancora su se stesse perché, a suo giudizio, la condizione di “affanno” in cui versano le donne forse non è da addebitare solo alla responsabilità maschile.

Il dott. Zagarella ha richiamato l’attenzione sulla necessità di recuperare la valoriale componente femminile nell’uomo, diversamente soccombente rispetto alla donna e, per le donne, la componente maschile da maneggiare con cura ed equilibrio non come rivendicazione di genere ma come componente migliore della natura umana .

La parola è passata quindi all’avv. Alessia Giorgianni, che ha evidenziato i pericoli della rete quando ci si nasconde e la si utilizza per enfatizzare e portare avanti rivendicazioni inesistenti contro l’universo maschile.

Interessanti le restanti testimonianze della consigliera di parità della città metropolitana di Messina, carica istituita con legge dello Stato esecutiva anche un Sicilia.

Mariella Crisafulli ha evidenziato la necessità che le donne conoscano gli strumenti a loro disposizione contro tutte le discriminazioni.

Richiamando la Carta dei servizi ,sottoscritta dalla città in prefettura nel 2019, la consigliera ha condiviso l’importanza della rete come unica strada / metodo efficace per realizzare una vera emancipazione femminile prevista dalla Costituzione.

L.’Avv. Maria Pagano, consigliera dell’ordine degli avvocati di Messina ha condiviso il ricordo di dinamiche familiari sane, ricordando l’importanza di un contesto familiare ricco di valori. 

L’imprenditrice Chiara ha sottolineato l’importanza dell’educazione e dell’istruzione delle donne per il raggiungimento e il mantenimento di migliori risultati / conquiste per la categoria.

Infine, la dott.ssa Mariachiara Zucchetti, medico rianimatore, ha ribadito quanto detto dagli interventi precedenti, contestualizzando il tutto alla luce della propria realtà professionale .

A concludere i lavori l’avv. Cinzia Fresina, che nel suo intervento ha riportato una frase di Nilde Iotti: “sarebbe un fatto estremamente importante se il giorno in cui avessimo portato il nostro Paese fuori dal guado, fuori dalla crisi, potessimo dire che dall’inizio alla fine della nostra battaglia comunque ci siamo chiamati e qualunque forma abbiamo dato alla nostra attività politica , noi abbiamo servito per difendere i lavoratori , per garantire la libertà degli individui e la democrazia del nostro Paese “.