In tema di atti persecutori e lesioni personali aggravati dalla pregressa relazione sentimentale con la persona offesa, l’aggravante è integrata anche quando il rapporto affettivo non sia stato stabile, serio o orientato a una comune scelta di vita.
Lo rileva la Corte di Cassazione, nell’ambito della sentenza n. 19952/2026.
Il provvedimento della quinta sezione penale è stato depositato in data 29 maggio.
Ciò, chiarisce il Collegio di legittimità, poiché il fondamento della circostanza risiede nel legame di fiducia creato da qualsiasi relazione affettiva, attuale o passata, che renda la vittima più vulnerabile all’abuso del soggetto sul quale ripone aspettative di tutela e protezione.
In estrema sintesi, secondo i giudici di piazza Cavour occorre focalizzare l’attenzione sulla fiducia che la relazione determina, a prescindere dall’eventuale consolidamento (in termini di tempo) della stessa.
