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Maltrattamenti contro familiari o conviventi e aggravante del fatto in presenza di minore, serve accertare la qualità delle condotte

15 maggio 2026

News Regionale - Sicilia ,

In tema di maltrattamenti contro familiari o conviventi, ai fini del riconoscimento dell’aggravante della commissione del fatto in presenza di minore, il giudice deve accertare e motivare, con riguardo alla qualità delle condotte cui il minore abbia assistito e alle modalità di realizzazione, l’idoneità delle stesse a determinare in lui uno stato di sofferenza fisica o psicologica, da valutarsi in termini di astratta offensività secondo l’id quod plerumque accidit, non essendo sufficiente il mero riferimento alla convivenza o alla sola presenza occasionale.

Lo stabilisce la Corte di Cassazione, all’interno della recente sentenza n. 16506/2026.

Il provvedimento della sesta sezione penale è stato depositato lo scorso 7 maggio.

Inoltre, si legge in chiusura di provvedimento, a seguito della sentenza Corte cost. n. 55/2025, la sospensione dall’esercizio della responsabilità genitoriale ex art. 34, comma 2, cod. pen. non può essere applicata come automatismo conseguente alla condanna, ma richiede una valutazione in concreto, nel contraddittorio delle parti, orientata al preminente interesse del minore.