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Residenza abituale del minore, deve essere individuata con riferimento alla situazione di fatto esistente al momento della proposizione del ricorso

26 marzo 2026

News Regionale - Sicilia ,

In tema di procedimenti relativi all’esercizio della responsabilità genitoriale, ai fini della determinazione della competenza territoriale ai sensi dell’art. 473-bis, comma 1, n. 11, c.p.c., la “residenza abituale” del minore deve essere individuata con riferimento alla situazione di fatto esistente al momento della proposizione del ricorso.

È quanto espresso dalla Cassazione, nell’ordinanza dello scorso 20 marzo: il provvedimento della prima sezione civile è il n. 6675/2026.

Occorre, puntualizzano i giudici di piazza Cavour, valorizzare il luogo in cui il minore abbia concretamente vissuto come centro effettivo e stabile dei propri interessi di vita. Nei primi mesi di vita del neonato, tuttavia, tale valutazione non può fondarsi in via automatica sul mero dato temporale della permanenza, ma richiede un apprezzamento complessivo degli elementi fattuali idonei a dimostrare un effettivo radicamento territoriale, restando irrilevante la residenza anagrafica e non potendo attribuirsi rilievo decisivo ai progetti di vita della coppia genitoriale.