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Affidamento condiviso, va cassato il provvedimento di revoca qualora fondato su un pericolo rimasto non provato

17 marzo 2026

News Regionale - Piemonte e Valle d'Aosta ,

Va cassato il provvedimento di revoca dell'affidamento condiviso e di affidamento esclusivo della minore al padre, qualora fondato su un pericolo rimasto non provato, essendo l'unico elemento probatorio utilizzato costituito soltanto da registrazioni audio/video, non utilizzabili da sole come strumenti di prova, a fronte del disconoscimento della parte controinteressata, tempestivamente promosso.

È quanto affermato dalla Corte di Cassazione, all’interno dell’ordinanza n. 4980/2026.

Il provvedimento della prima sezione civile è risalente allo scorso 5 marzo.

La registrazione su nastro magnetico di una conversazione telefonica, chiariscono i giudici di piazza Cavour, può costituire fonte di prova, a norma dell'art. 2712 c.c., qualora colui contro il quale questa è prodotta non contesti che essa sia realmente avvenuta e che abbia avuto il tenore risultante dal nastro, e sempre che almeno uno dei soggetti, tra cui la conversazione si svolge, sia parte in causa, dovendo il disconoscimento, da effettuarsi nel rispetto delle preclusioni processuali degli artt. 167 e 183 c.p.c., pur se non soggetto ai limiti e alle modalità di cui all'art. 214 c.p.c., essere chiaro, circostanziato ed esplicito e concretizzarsi nell'allegazione di elementi attestanti la non corrispondenza tra la realtà fattuale e quella riprodotta.