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Maltrattamenti in famiglia, rilievi sull’aggravante ad effetto speciale

12 marzo 2026

News Regionale - Sicilia ,

In tema di maltrattamenti contro familiari e conviventi, l’aggravante ad effetto speciale prevista dall’art. 572, comma 2, cod. pen., introdotta dalla legge n. 69 del 2019, in caso di condotte commesse in presenza di persona minore (violenza assistita), esaurisce le conseguenze giuridiche del coinvolgimento dei minori, con conseguente inapplicabilità dell’aumento di pena per la continuazione ex art. 81, comma 2, cod. pen..

Lo afferma la Corte di Cassazione, mediante alcuni rilievi formulati in seno alla sentenza n. 8812/2026.

Il provvedimento della sesta sezione penale è risalente allo scorso 6 marzo.

È legittima, puntualizza la Suprema Corte, la contestazione “in fatto” dell’aggravante, anche in assenza di una formale indicazione della norma violata nel capo di imputazione, qualora siano descritti in modo chiaro e preciso gli elementi fattuali idonei a consentire all’imputato il pieno esercizio del diritto di difesa.