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Maltrattamenti contro familiari o conviventi, il momento della consumazione: le precisazioni della Cassazione

20 febbraio 2026

News Regionale - Piemonte e Valle d'Aosta ,

In tema di maltrattamenti contro familiari o conviventi, il delitto di cui all’art. 572 cod. pen., quale reato abituale, si consuma nel momento in cui cessano le condotte maltrattanti e, ai fini dell’individuazione della disciplina sanzionatoria applicabile, occorre avere riguardo a tale momento e non a quello di perfezionamento del reato.

A sottolinearlo è la Suprema Corte: i rilievi sono formulati nella sentenza n. 6182/2026. Il provvedimento della sesta sezione penale è stato depositato lo scorso 16 febbraio.

Ne consegue, rilevano i giudici di piazza Cavour, che ove le condotte ingiuriose, minacciose e umilianti si protraggano nel tempo senza soluzione di continuità, anche in assenza di violenze fisiche, è legittima l’applicazione della normativa sopravvenuta più severa.

È manifestamente infondato il ricorso che si limiti a prospettare una pretesa cesura delle condotte non confrontandosi con la motivazione della sentenza impugnata e con le risultanze testimoniali valorizzate dal giudice di merito.