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Aggravante dei maltrattamenti commessi “in presenza di un minore”, non è sufficiente che il minore assista a un singolo episodio di condotta maltrattante

12 dicembre 2025

News Regionale - Sicilia ,

Ai fini della configurabilità dell’aggravante dei maltrattamenti commessi “in presenza di un minore” (art. 572, comma 2, c.p.), non è sufficiente che il minore assista a un singolo episodio di condotta maltrattante, ma è necessario che il numero, la qualità e la ricorrenza degli episodi cui il minore assiste siano tali da far presumere il rischio di compromissione del suo normale sviluppo psico-fisico.

È quanto recentemente precisato dalla Corte di Cassazione, nelle pagine della sentenza n. 39508/2025. Il provvedimento della sesta sezione penale è stato depositato in data 9 dicembre.

La presenza del minore, chiarisce il Collegio di piazza Cavour, non va interpretata in senso meramente materiale ma come partecipazione anche solo uditiva agli episodi, e la sua percezione delle condotte maltrattanti può determinare un danno grave alla sua psiche, anche se non immediatamente rilevabile.

La reiterazione delle condotte in un contesto familiare abituale, si legge in chiusura di provvedimento, consente di presumere la presenza partecipe del minore, salvo prova contraria.