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Maltrattamenti e reiterati episodi di aggressione, puntualizzazioni sull’arco temporale

14 novembre 2025

News Regionale - Piemonte e Valle d'Aosta ,

Nuova sentenza della Cassazione in materia di maltrattamenti: con provvedimento n. 36533/2025 dello scorso 10 novembre la seconda sezione penale torna a formulare principi relativi alle condotte maltrattanti.

I provati plurimi e reiterati episodi di aggressione fisica e verbale posti in essere, ancorché in un ristretto arco temporale, dall'imputato ai danni della convivente persona offesa, i quali hanno anche l'effetto di imporle, per il timore di subire ulteriori condotte lesive, l'"autosegregazione" nella camera da letto - e, quindi, un regime di vita che appare evidentemente persecutorio e lesivo della sua dignità psico-fisica - integra il reato di maltrattamenti in famiglia.

L’arco temporale entro cui si manifestano le condotte maltrattanti, puntualizzano i giudici di piazza Cavour, è tendenzialmente neutro ai fini della configurabilità del reato. Tuttavia, se la convivenza è stata breve, è necessario che le condotte vessatorie siano state poste in essere in modo continuativo o con cadenza ravvicinata.

Il reato di maltrattamenti non è escluso dalla maggiore capacità di resistenza dimostrata dalla persona offesa. Non è elemento costitutivo della fattispecie la riduzione della vittima a succube dell’agente: ciò che rileva è la condotta abitualmente vessatoria, idonea a causare sofferenze, privazioni e umiliazioni.

Il reato non ricorre qualora le violenze, le offese e le umiliazioni siano reciproche, con grado di gravità e intensità equivalenti tra le parti.