Il delitto di trattamento illecito di dati personali di cui all'art. 167 d.lgs. 196/2003 si sostanzia anche dalla mera pubblicazione su una chat di un numero di telefono privato, in assenza del consenso dell'interessato.
È quanto emerso da una recente sentenza della Cassazione, la n. 29683/2025.
Il provvedimento sopra citato torna a formulare principi in materia di diffusione dei dati personali in rete.
La condotta in questione, secondo quanto si legge, arreca, di per sé, un nocumento al soggetto interessato, che ben può essere di natura non patrimoniale.
In tale fattispecie di reato, chiariscono in conclusione i giudici di piazza Cavour, rientra anche la pubblicazione di foto di minori sul web.
