L'ignoranza inevitabile dell'età della persona offesa, prevista dall'art. 602-quater c.p., può essere invocata solo se l'imputato ha diligentemente proceduto ai dovuti accertamenti e sia stato indotto a ritenere, sulla base di elementi univoci, che il minorenne fosse maggiorenne.
Lo puntualizza la Cassazione, nell’ambito della sentenza n. 30915/2025. Il provvedimento della terza sezione penale è risalente allo scorso 16 settembre.
Non sono sufficienti, puntualizza la Suprema Corte, al fine di ritenere fondata la causa di non punibilità, elementi quali tratti fisici di sviluppo maggiorenni o rassicurazioni verbali circa l'età forniti dal minore o da terzi.
