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L’abuso del congedo parentale può determinare una giusta causa di licenziamento

17 settembre 2025

News Regionale - Piemonte e Valle d'Aosta ,

Il diritto al congedo parentale va esercitato per la cura diretta del bambino e lo svolgimento di qualunque altra attività che non si ponga in diretta relazione con tale cura costituisce un abuso, dovendosi porre, l'assenza dal lavoro per la fruizione del congedo, in relazione diretta con l'esigenza per il cui soddisfacimento il diritto stesso è riconosciuto, ossia l'assistenza al figlio.

Lo precisa la Corte di Cassazione, mediante alcuni principi espressi all’interno dell’ordinanza n. 24922/2025. Il provvedimento della sezione lavoro è stato depositato lo scorso 9 settembre.

Analogamente a quanto statuito dalla giurisprudenza di legittimità in materia di permessi ex lege n. 104 del 1992, prosegue il Collegio di piazza Cavour, può costituire giusta causa di licenziamento l'utilizzo, da parte del lavoratore, dei permessi per la cura e l’assistenza del figlio, con violazione della finalità per la quale il beneficio è concesso. Il sacrificio organizzativo subito dal datore di lavoro è infatti giustificabile solo in presenza di esigenze riconosciute dal legislatore (e dalla coscienza sociale) come meritevoli di superiore tutela: ove difetti il nesso causale tra assenza dal lavoro e accudimento della prole (o assistenza al disabile) non può riconoscersi un uso del diritto coerente con la sua funzione e dunque si è in presenza di un uso improprio ovvero di un abuso del diritto, o, secondo altra prospettiva, di una grave violazione dei doveri di correttezza e buona fede sia nei confronti del datore di lavoro che dell'Ente assicurativo.

La verifica in concreto sulla base dell'accertamento della condotta tenuta dal lavoratore in costanza di beneficio appartiene alla competenza e all'apprezzamento del giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità.