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Violenza domestica: non perde di credibilità la vittima che denuncia i fatti solo dopo la separazione dal coniuge

14 marzo 2022

Dalla Cassazione ,

Violenza domestica: non perde di credibilità la vittima che denuncia i fatti solo dopo la separazione dal coniuge

Violenza domestica: non perde di credibilità la vittima che denuncia i fatti solo dopo la separazione dal coniuge.

Il reato di maltrattamenti contro familiari o conviventi di cui all’art. 572 c.p. è per sua natura commesso all’interno delle mura domestiche, tramite atti di vessazione continui, tali da cagionare sofferenze, privazioni ed umiliazioni nei confronti del soggetto passivo.

Pertanto, le dichiarazioni della persona offesa (nel caso di specie la moglie) ben possono essere considerate attendibili al fine di ottenere la condanna dell’imputato (nel caso di specie il marito), anche quando i maltrattamenti siano stati denunciati dopo la separazione legale dei coniugi.

In tal senso, qualora vi fossero testimonianze di persone, che abbiano frequentato la coppia sporadicamente e che affermino di non aver mai assistito a comportamenti prevaricatori dell’uomo sulla donna, il giudice dovrà solo dimostrare di averle considerate per svalutarle in termini di rilevanza.

Difatti, tali testimonianze non sono idonee a ritenere insussistente il reato di maltrattamenti, in quanto la condotta del soggetto agente ha come effetto l’isolamento dal contesto sociale del soggetto passivo.

Cass. Pen., sez. III, sent. n. 7885 dell’04.03.2022, in smartlex24.ilsole24ore.com