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UE, il Consiglio adotta conclusioni sulla lotta contro il razzismo e l'antisemitismo

11 marzo 2022

News Regionale - Trentino-Alto Adige/Südtirol ,

La lotta contro il razzismo e l'antisemitismo è una delle priorità politiche del Consiglio dell'Unione europea.

Nel settembre del 2020 la Commissione europea ha presentato un piano d'azione contro il razzismo, che definisce una serie di misure per i prossimi cinque anni. Il piano d'azione mira a definire una migliore applicazione della normativa dell'UE e un coordinamento più stretto tra gli Stati membri.

In quest'ottica, la presidenza ha elaborato un progetto di conclusioni sulla lotta contro l'antisemitismo per cercare di dar seguito al piano d'azione contro il razzismo e alla strategia delineata per il sostegno alla vita ebraica. I piani sono stati adottati dalla Commissione nel 2020 e nel 2021. Sulla base dei lavori finora svolti dal Consiglio in questi settori, l'approccio scelto dalla presidenza vuol essere universalistico e tiene conto delle analogie tra questi due fenomeni, pur senza negarne le rispettive specificità.

Il Consiglio ha adottato, lo scorso 4 marzo, specifiche conclusioni sulla lotta contro il razzismo e l'antisemitismo in cui deplora l'allarmante aumento dei recenti episodi negli Stati membri dell'UE. Esorta gli Stati membri, dunque, ad elaborare piani d'azione e strategie entro la fine del 2022 per attuare il piano d'azione dell'UE contro il razzismo 2020 e la strategia europea sulla lotta contro l'antisemitismo 2021.

Il Consiglio evidenzia l'importanza dell'istruzione e della formazione, invitando gli Stati membri a sensibilizzare la loro popolazione e ad adempiere il dovere di ricordare, quotidinamente, le vittime della violenza razzista e antisemita. Incoraggia, inoltre, gli Stati membri a promuovere la ricerca e l'istruzione sulla vita ebraica, sull'antisemitismo e sull'Olocausto, nonché sul razzismo e sulla schiavitù.

Nelle conclusioni si chiede agli Stati membri di incoraggiare i settori dei media, dei social media, della tecnologia e della comunicazione ad applicare i codici di condotta concordati a livello europeo e ad adottare soluzioni tese a individuare, valutare e rimuovere rapidamente le forme illegali di incitamento online all'odio. Il costante aumento dei cd. hate speech e le recenti tendenze che in molti Stati membri determinano sentimenti di intolleranza verso le minoranze, soprattutto nell’ambito della comunicazione online, vengono monitorati approfonditamente dal Consiglio.

Gli Stati membri dovrebbero, pertanto, cercare di rafforzare la loro capacità di perseguire i reati online generati dall'odio e le forme illegali di incitamento all'odio, anche istituendo centri di monitoraggio online e piattaforme su cui le persone possano segnalare i contenuti d'odio.

In merito alle segnalazioni e alle indagini, nelle conclusioni si esortano gli Stati membri a incoraggiare le vittime e i testimoni di episodi razzisti e antisemiti a segnalarli, a garantire che tali segnalazioni siano oggetto di indagini e a offrire assistenza, compreso un sostegno psicologico, sociale e materiale, ove necessario.

Nelle conclusioni, ancora, si chiede agli Stati membri un impegno volto a garantire che i coordinatori nazionali, gli organismi pubblici, le parti sociali e le organizzazioni della società civile collaborino strettamente per elaborare misure preventive e valutarne l'efficacia. L’obiettivo è approntare una metodologia comune per quantificare e qualificare gli episodi di razzismo e di antisemitismo e confrontarli sia nel tempo che tra gli Stati membri.