Nel procedimento volto alla dichiarazione di adottabilità, proprio perché finalizzato in via pressoché esclusiva a creare le condizioni per la successiva pronuncia di adozione piena o legittimante, è necessario che l'indagine sulla condizione di abbandono morale e materiale del minore, e sulla correlata capacità genitoriale dei genitori biologici, sia completa e non trascuri alcun rilevante profilo inerente ai diritti del minore, anche verificando se la recisione del legame con i genitori naturali debba prevalere o meno rispetto al quadro deficitario delle loro capacità genitoriali.
Lo ha ribadito la Corte di Cassazione, nelle pagine dell’ordinanza n. 12032/2025. Il provvedimento della prima sezione civile è stato depositato lo scorso 7 maggio.
Ne consegue che, chiariscono i giudici di piazza Cavour, la verifica in concreto dei margini di conformazione della situazione del minore ai modelli di filiazione adottiva previsti dall'art. 44 L. n. 184 del 1983, nel caso in cui sia stata domandata la dichiarazione dello stato di adottabilità, può effettuarsi soltanto dopo l'eventuale accertamento negativo della condizione di abbandono.
