La mancata denuncia, la ritrattazione dell'accusa, i supposti riappacificamenti non sono espressione di volubilità e inattendibilità intrinseca delle persone offese, ma sono dovuti alle modalità insidiose e manipolatorie in cui può svilupparsi la violenza domestica.
È quanto precisato dalla Cassazione, all’interno della sentenza n. 6084/2025.
Il provvedimento della sesta sezione penale della Suprema Corte risale allo scorso 13 febbraio.
Tali fattori, rilevano i giudici di piazza Cavour, anziché costituire elementi per escludere il reato e la sua reiterazione, possono essere addirittura sintomatici del contrario, ovvero dell'esposizione della vittima alla prosecuzione o all'aggravamento della relazione maltrattante attraverso minacce, ricatti e condizionamenti.
