Nuovo provvedimento della Cassazione in materia di maltrattamenti in famiglia. Con tale recente pronuncia il Collegio di piazza Cavour si sofferma sulla rilevanza della manifestata volontà della persona offesa.
In tema di maltrattamenti in famiglia è ininfluente, ai fini del persistere del pericolo di condotte reiterative da parte di soggetto sottoposto a custodia cautelare per il reato commesso in danno del coniuge o del compagno, la sola manifestata volontà della persona offesa.
Lo ha statuito la sesta sezione penale della Suprema Corte, nella sentenza n. 44544/2024. Il provvedimento è stato depositato lo scorso 5 dicembre.
Ciò, chiariscono i giudici di piazza Cavour, in quanto occorre sempre effettuare una corretta valutazione e gestione dei rischi di letalità, di gravità della situazione, di reiterazione di comportamenti violenti, in un'ottica di prioritaria sicurezza delle vittime o persone in pericolo, che non può essere affidata alla iniziativa delle stesse.
