I nonni, così come i genitori, perdono il diritto a vedere i figli se rifiutano di sottoporsi a un necessario percorso psichiatrico. È indispensabile mettersi in discussione per il bene dei minori.
È quanto statuito dalla Corte di Cassazione che, con l'ordinanza 29685 del 19 novembre 2024, ha bocciato il ricorso di un’anziana che, nonostante le forti nevrosi, aveva sempre rifiutato specifiche cure mediche e sostegno.
Ad avviso della prima sezione civile, il carattere significativo del rapporto con i ragazzi a cui fa riferimento l’art. 317-bis cod. civ. non può che derivare da una relazione positiva, gratificante e soddisfacente del bambino con l'ascendente ed implica, di conseguenza, una spontaneità di relazione e non una coercizione.
Il mantenimento di rapporti significativi, proseguono i giudici di piazza Cavour, non può essere assicurato tramite la costrizione del bambino, attraverso un'imposizione manu militari di una relazione sgradita e non voluta, cosicché nessuna frequentazione può essere disposta a dispetto della volontà manifestata da un minore che abbia compiuto i dodici anni o che comunque risulti capace di discernimento, ex art. 336-bis del codice civile.
Nel caso sottoposto all'esame della Corte, l'anziana, pur invocando la violazione dell’art. 336 bis c.c., non chiede dichiararsi la nullità del giudizio a causa del mancato ascolto dei minori ma lamenta che si sia valorizzata la loro volontà contraria agli incontri senza tener conto della possibile manipolazione della loro volontà ad opera dei genitori con i quali convivono. Si duole quindi che tale volontà contraria manifestata dai nipoti, minori infra-dodicenni, sia stata posta a base del decreto impugnato.
Ma, ribatte a questa obiezione la difesa, anche tale doglianza non coglie la complessiva ratio decidenti. La Corte d’appello ha, invero, valorizzato anche il contegno dell’ascendente, che non si è mostrato collaborativo al fine di sottoporsi, ad esempio, ad un percorso, offerto, di sostegno psicologico e ha altresì ribadito che l'atteggiamento dei nipoti deriva dal conflitto esistente nei rapporti familiari tra la ricorrente e il di lei figlio e nuora, genitori dei minori, fonte di stress e sofferenza per i nipoti.
