Nel delitto di violenza domestica le ritrattazioni della persona offesa, così come le remissioni di querela, soprattutto ai fini della valutazione del rischio da parte dell'Autorità giudiziaria, anziché costituire elementi per escludere il reato e la sua reiterazione, possono essere addirittura sintomatiche del contrario
Lo ha sottolineato la Corte di Cassazione, nella recente sentenza n. 39562/2024.
Il provvedimento della sesta sezione penale è stato depositato lo scorso 28 ottobre.
A ben vedere, chiariscono i giudici di piazza Cavour, tali elementi possono evidenziare l'esposizione della vittima alla prosecuzione o all'aggravamento della relazione maltrattante attraverso minacce, ricatti, intimidazioni, rappresaglie o condizionamenti. E ciò, conclude la Suprema Corte, a maggior ragione quando le persone offese siano minorenni o donne con prole minorenne.
