...

Maltrattamenti in famiglia, non può darsi rilievo al bagaglio costituito dalla cultura di origine dell’autore della condotta

30 ottobre 2024

News Regionale - Sicilia ,

Ai fini della sussistenza del reato di maltrattamenti in famiglia, nella specie in danno del coniuge, non vi è la necessità che l'individuo agente avesse il fine di annichilire e svilire la persona offesa, ma è sufficiente che lo stesso abbia la consapevolezza delle condotte da lui tenute e che queste siano tali da integrare, con la continuità che un reato abituale postula, una condotta maltrattante.

Tali rilievi sono a firma della Cassazione e sono presenti nella sentenza n. 37929/2024. Il provvedimento, emesso dalla terza sezione penale, è stato depositato in data 16 ottobre.

Parimenti, argomentano i giudici di piazza Cavour, per ciò che attiene alla ipotesi della violenza sessuale, ove le condotte integranti atto sessuale siano poste consapevolmente in essere in assenza dell’espressione, tacita o dichiarata, del benestare del soggetto nei cui confronti esse sono realizzate o fatte realizzare, si deve intendere integrato l'atto sessuale, quale che sia stata la finalità che l'agente avesse perseguito.

Non può darsi rilievo, si legge in conclusione, a quello che la difesa del ricorrente definisce il "bagaglio" costituito dalla sua "cultura di origine": è ben vero che il contesto sociale e culturale in cui una certa condotta si sia manifestata deve essere preso in considerazione al fine di correttamente interpretarne l’eventuale rilevanza penale, ma un tale dato "socio-culturale" è suscettibile di essere valorizzato solo in presenza di una condotta che non sia platealmente invasiva della sfera dell’intimità sessuale o della stessa integrità, morale o fisica, del soggetto.