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Maltrattamenti e abuso dei mezzi di correzione, precisazioni sulla linea di confine

22 ottobre 2024

News Regionale - Piemonte e Valle d'Aosta ,

Nuovo provvedimento della Cassazione in materia di abuso dei mezzi di correzione, con espresso riferimento all’eventuale configurazione dei maltrattamenti. Con sentenza n. 37747/2024, depositata lo scorso 15 ottobre dalla quinta sezione penale, la Suprema Corte torna a formulare alcune precisazioni sul reato in questione, scandendo ancora una volta la sottile linea di demarcazione tra le due fattispecie delittuose.

L'intenzione dell'agente di agire esclusivamente per finalità educative e correttive non costituisce un elemento dirimente per far rientrare il sistematico ricorso ad atti di violenza commessi nei confronti di minori nella meno grave previsione di cui all'art. 571 c.p. anziché in quella dell'art. 572 c.p.

L'intenzione soggettiva, proseguono i giudici di piazza Cavour, non appare idonea a far entrare nell'ambito della fattispecie meno grave dell'art. 571 c.p. ciò che oggettivamente ne è escluso, in quanto il nesso tra mezzo e fine di correzione va valutato sul piano oggettivo, con riferimento al contesto culturale e al complesso normativo fornito dall'ordinamento giuridico e non già dalla intenzione dell'agente.

Deve pertanto, conclude il Collegio, essere escluso che l'uso sistematico della violenza quale ordinario "trattamento" del minore, sia pure sostenuto da "animus corrigendi", possa rientrare nell'ambito dell'art. 571 c.p., in considerazione della sicura illiceità di tale uso.