Con una nuova sentenza la Suprema Corte torna a formulare rilievi in materia di presupposti del reato di maltrattamenti in famiglia.
Sussiste il reato di cui all'art. 572 c.p., allorché siano compiuti, anche in un limitato contesto temporale e nonostante periodi pacifici, vista la ciclicità che connota questo delitto, più atti, delittuosi o meno, di natura vessatoria, finalizzati a determinare sofferenze fisiche o morali della vittima, non il suo assoggettamento.
Lo ha specificato la Cassazione, all’interno di una recente sentenza. Il provvedimento n. 35025/2024 è stato depositato dalla sesta sezione penale lo scorso 18 settembre.
Ai fini dell'integrazione del delitto, puntualizzano i giudici di piazza Cavour, è sufficiente riconoscere la trama discriminatoria di una relazione fondata su una ordinaria e volontaria modalità sopraffattoria dell'autore, anche a prescindere dall'esistenza di atti violenti o minacciosi.
