Il diritto all'assegno divorzile non può riconoscersi solo sulla durata del matrimonio e l'accudimento esclusivo o prevalente della prole da parte dell'ex moglie, ma deve accertare la sussistenza di uno squilibrio economico-patrimoniale al momento dello scioglimento del vincolo.
La sottolineatura giunge direttamente dalla Suprema Corte ed è formulata all’interno dell’ordinanza n. 16703/2024. Il provvedimento della prima sezione civile è stato depositato lo scorso 17 giugno.
Vanno considerate, argomentano i giudici di piazza Cavour, le ragioni di questo squilibrio, la riconducibilità della situazione economico patrimoniale accertata alla conduzione della vita familiare ed il concorso della definizione dei ruoli endo -familiari all'accrescimento del patrimonio familiare e dell'ex coniuge.
Al fine di procedere all'accertamento, si legge nel provvedimento, è rilevante la verifica dei ruoli e dei compiti durante la vita familiare.
Inoltre, occorre considerare la costituzione di un nuovo nucleo familiare ai fini della determinazione dell'importo dell'assegno divorzile dovuto all'ex coniuge.
