L’accertamento della consolidata convivenza more uxorio, sebbene iniziata nel corso del procedimento di divorzio senza che su di essa abbia espressamente trattato e argomentato la sentenza di cessazione degli effetti civili del matrimonio, costituisce circostanza sopravvenuta ed elemento nuovo che legittima la revoca dell'assegno divorzile riconosciuto in favore del coniuge che tale stabile relazione ha intrapreso da anni.
La sottolineatura porta la firma della Corte di Cassazione, all’interno dell’ordinanza n. 11627/2024.
Nel percorso logico giuridico intrapreso dai giudici di piazza Cavour vengono richiamati ii presupposti per la revisione dell'assegno divorzile. Essa, invero, postula l'accertamento di una sopravvenuta modifica delle condizioni economiche degli ex coniugi idonea a mutare il pregresso assetto patrimoniale realizzato con il precedente provvedimento attributivo dell'assegno, secondo una valutazione comparativa delle condizioni di entrambe le parti e tenuto conto delle finalità dell’assegno divorzile.
