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Capacità a testimoniare del minore nell’ambito dei reati sessuali

12 aprile 2024

News Regionale - Sicilia ,

Anche laddove sia stato effettuato l'accertamento tecnico sulla capacità a testimoniare del minore persona offesa di reato sessuale, le risultanze peritali vanno calate nel contesto delle altre prove assunte e occorre che il giudice tenga adeguatamente conto di tutte le circostanze concrete che possono influire su tale valutazione.

La sottolineatura porta la firma della Suprema Corte ed è contenuta all’interno della sentenza n. 13069/2024. Il provvedimento della terza sezione penale è stato depositato in data 29 marzo.

È in particolare necessario, puntualizzano i giudici di piazza Cavour, che il racconto del minore sia inquadrato nel più ampio contesto sociale, familiare e ambientale del medesimo, al fine di escludere l'intervento di fattori inquinanti in grado di inficiarne la credibilità, ciò che va necessariamente fatto anche laddove, con l'accertamento peritale di cui all'art. 196, comma 2, c.p.p., sia stata accertata la capacità di comprendere e riferire i fatti della persona offesa minorenne.