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Assegno divorzile, i mutamenti giurisprudenziali non costituiscono una ragione che di per sé giustifica la revisione

8 aprile 2024

News Regionale - Piemonte e Valle d'Aosta ,

I mutamenti giurisprudenziali, segnatamente quelli in tema di assegno di divorzio, non costituiscono una ragione che di per sé giustifica la revisione delle condizioni di divorzio; occorre infatti che sussistano "giustificati motivi" e cioè circostanze sopravvenute e idonee ad alterare significativamente l'assetto economico patrimoniale dato dalle condizioni di divorzio sulle quali si è formato il giudicato.

Lo ha sottolineato la Corte di Cassazione, all’interno dell’ordinanza n. 7650/2024.

Il provvedimento della prima sezione civile risale allo scorso 21 marzo.

Questi principi, precisano i giudici di piazza Cavour, valgono nel caso di specie, ove le condizioni di divorzio derivano da un accordo delle parti recepito nella sentenza emessa a seguito di ricorso congiunto; vale a dire che liberamente le parti a suo tempo hanno ritenuto sussistenti i presupposti per la spettanza dell'assegno divorzile.

Sulle statuizioni della sentenza di divorzio si forma il giudicato, sia pure rebus sic stantibus, per cui il giudice, in sede di procedimento avente a oggetto la loro revisione, non può procedere a una diversa ponderazione delle pregresse condizioni economiche delle parti, né può prendere in esame fatti anteriori alla definitività del titolo stesso o che comunque avrebbero potuto essere fatti valere con gli strumenti concessi per impedire tale definitività, potendo considerare solo fatti successivi alla formazione del predetto giudicato.