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Filiazione, precisazioni della Cassazione in tema di prova

2 aprile 2024

News Regionale - Sicilia ,

L'art. 237 c.c., rubricato "fatti costitutivi del possesso di stato", è collocato nel capo dedicato alle prove della filiazione (l'aggettivo "legittima" è stato cancellato dal d.gs. n. 154/2013, con l'intento di unificare la disciplina delle prove della filiazione) e rappresenta, insieme all'art. 236 c.c., rubricato "atto di nascita e possesso di fatto" la norma più significativa in materia di possesso di stato.

Lo ha puntualizzato la Corte di Cassazione, all’interno della ordinanza n. 6820/2024. Il provvedimento della seconda sezione civile è stato depositato lo scorso 14 marzo.

L'art. 236 dispone al primo comma che la filiazione si prova con l'atto di nascita iscritto nei registri dello stato civile e al secondo comma che, in mancanza di questo titolo, basta il possesso continuo dello stato di figlio, così come specificato al successivo art. 237, articolo che, a sua volta, ci dice che il possesso di stato risulta da una serie di fatti - dei quali il secondo comma indica gli indispensabili - "che nel loro complesso valgano a dimostrare le relazioni di filiazione e di parentela fra una persona e la famiglia a cui essa pretende di appartenere".

I fatti costitutivi del possesso di stato bastano, in mancanza dell'atto di nascita, a provare la filiazione.