Avvocati, magistrati ed esponenti delle istituzioni si sono incontrati ieri nella sede del Consiglio Nazionale Forense per approfondire specifiche tematiche relative al Tribunale per le Famiglie. Una tavola rotonda a più voci, svoltasi nella “Sala Aurora” di via Del Governo Vecchio, sulla riforma del diritto di famiglia e sugli obiettivi che si auspica di raggiungere a breve.
Erano presenti le associazioni specialistiche, che hanno collaborato attivamente alla realizzazione dei lavori: AIAF, AMI, CAMMINO e ONDIF. Anche l’Unione nazionale delle Camere minorili ha preso parte all’evento con un importante contributo.
“La giornata di studi – ha esordito nell’intervento di saluto il presidente del Cnf, Francesco Greco – mira a sottolineare il ruolo sociale dell’avvocato. Nello specifico, gli avvocati familiaristi svolgono una funzione delicata per regolare e disciplinare numerose esigenze. Il Tribunale per le famiglie è un risultato prezioso tanto per i cittadini quanto per gli avvocati e le associazioni specialistiche che li rappresentano”.
Dello stesso avviso anche Mario Scialla, coordinatore dell’Ocf, e Paolo Nesta, presidente dell’Ordine degli avvocati di Roma.
Il presidente della Commissione Giustizia della Camera, Ciro Maschio, ha puntualizzato come la riforma del diritto di famiglia vada ad impattare su questioni legate al Pnrr. Il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, nel proprio intervento ha voluto ribadire e sottolineare il grande lavoro quotidiano svolto dall’avvocatura istituzionale. Con riferimento alla riforma del diritto di famiglia ha invocato l’esigenza di un confronto costruttivo, con spirito critico, al fine di migliorare l’intero comparto giustizia del nostro Paese.
Daniela Giraudo, Consigliera Cnf e coordinatrice della Commissione Cnf Diritto della persona, delle Relazioni familiari e dei Minorenni, ha analizzato alcuni percorsi normativi in materia di minori e giustizia minorile.
Il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari, ha sottolineato come la riforma del diritto di famiglia sia un tema molto caro al Governo e quanto sia importante portarla a compimento in breve tempo.
La Presidente di AIAF, Cinzia Calabrese, ha ricordato l’unità che negli ultimi anni ha caratterizzato il lavoro quotidiano delle quattro associazioni specialistiche: “Siamo qui per confrontarci sulla terza fase della riforma – ha dichiarato - quella dell’attuazione del nuovo Tribunale per le famiglie. Siamo concordi sul fatto che l’attività istruttoria debba essere svolta dal giudice togato. Il contributo dell’avvocatura ci sarà sempre ed è questo uno dei motivi per i quali abbiamo fortemente voluto l’incontro odierno. Un altro fattore di grande rilievo è il dialogo tra le parti, necessario per una proficua collaborazione”.
Alberto Figone, Vicepresidente di AIAF, nel suo intervento ha sintetizzato le proposte delle associazioni.
“Direi che sussiste un dovere di fare - ha esordito - c’è una legge dello Stato che va attuata. Conosciamo le criticità esistenti ma vanno necessariamente superate. Nell’attesa che questa road map si concluda, come associazioni specialistiche abbiamo formulato alcune proposte. Innanzitutto l’utilizzo dei Giudici Onorari di Pace, che potrebbero essere reclutati in tempi brevi. La soluzione interinale, che consente l’utilizzo delle risorse a disposizione, potrebbe essere proficua. L’ utilizzazione dei Gop appare possibile liberando i giudici togati per altri procedimenti. Se necessario, sarà possibile apportare una modifica legislativa al d.lgs 116/2017. Inoltre, appare necessario un potenziamento del ruolo giurisdizionale dell’avvocatura nella negoziazione assistita in materia di famiglia. Occorre anche migliorare la dotazione degli strumenti multimediali: le Istituzioni devono farsi carico di tale problematica con urgenza. Infine, serve costruire sinergie propositive - ha concluso Figone - al fine di elaborare una road map che stabilisca subito i vari passaggi”.
A giudizio di Claudio Cecchella, Presidente di Ondif, l’avvocatura offre un contributo tecnico e di idee e continuerà a farlo anche in futuro.
L’invito all’urgenza dell’avvio del Tribunale Unico è arrivato anche da Donatella Nucera, presidente di CAMMINO, che nel corso del suo intervento ha rilevato come senza l’avvio del Tribunale Unico si sia in presenza di una riforma incompleta.
Le criticità dell’attuale sistema sono state evidenziate anche da Maria Giovanna Ruo, già Presidente di Cammino.
L’ultima sessione, sul contributo dell’avvocatura, è stata introdotta e conclusa da Gian Ettore Gassani, Presidente di AMI,
L’intera giornata di studi è stata moderata da Paolo Corsini (direttore dei programmi di approfondimento Rai). Le conclusioni sono state affidate a Maria Masi, già presidente del Consiglio Nazionale Forense.
