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Condotte vessatorie nei confronti del coniuge che proseguono dopo la sopravvenuta separazione, integrano i maltrattamenti in famiglia

25 marzo 2024

News Regionale - Piemonte e Valle d'Aosta ,

La configurabilità del reato di atti persecutori sussiste in ipotesi di condotte illecite poste in essere da uno dei componenti di una unione di fatto ai danni dell'altro, quando sia cessata la convivenza e siano conseguentemente venute meno la comunanza di vita e di affetti nonché il rapporto di reciproco affidamento.

Lo ha sottolineato la Corte di Cassazione, all’interno della sentenza n. 10636/2024.

Il provvedimento della sesta sezione penale è stato depositato lo scorso 13 marzo.

Integrano, invece, il reato di maltrattamenti in famiglia, e non quello di atti persecutori, le condotte vessatorie nei confronti del coniuge che, sorte in ambito domestico, proseguano dopo la sopravvenuta separazione di fatto o legale, in quanto il coniuge resta "persona della famiglia" fino allo scioglimento degli effetti civili del matrimonio, a prescindere dalla convivenza.