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8 marzo

7 marzo 2024

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In occasione dell’8 marzo vogliamo rivolgere un pensiero a tutte le donne del mondo, quelle donne che, per le più diverse ragioni si trovano a combattere, ad affrontare difficoltà di ogni genere, a vivere in contesti culturali che ancora oggi non consentono loro di affermarsi, di perseguire i propri obiettivi e comprimono la loro libertà di autodeterminazione. Lo facciamo prendendo ad esempio due donne importanti, due colleghe che, in tempi diversi, hanno vissuto sulla loro pelle tante difficoltà, tante prevaricazioni, tante umiliazioni. Ma non si sono arrese ed hanno, con determinazione, perseguito i loro obiettivi e le loro aspirazioni, a beneficio di tutte le donne.

Fenomeni culturali, sociali ed ambientali, legati ad una distorta interpretazione del ruolo sociale della donna, hanno confinato il genere umano femminile di ogni età al più allo svolgimento di mansioni domestiche, senza riconoscimento alcuno di meriti e competenze. In campi diversi molte donne hanno rinunciato in passato, e tutt’oggi rinunciano, a seguire le proprie aspirazioni, compresa quella di affermarsi sul lavoro. Difficile è stato in passato esercitare professioni riservate, per comune convincimento, soltanto al genere umano maschile. Tali limitazioni ed esclusioni sono in parte superate ma rimangono ancora molte difficoltà. Le donne non sono troppo spesso considerate pari agli uomini in ambito professionale e non solo.

Ci sono donne nel mondo che devono ancora subire limitazioni, condizionamenti e soprusi che mal si conciliano con il vanto di una società evoluta, quale è quella contemporanea. Donne che nel terzo millennio non hanno ancora diritto allo studio, al lavoro, alla libertà di autodeterminarsi. Donne che devono ancora subire condotte di prevaricazione e violenza. Noi, con la forza che ci viene da donne del passato, come le colleghe Poet e Comani seguiteremo a combattere per far sì che si raggiunga una effettiva parità di genere, parità che passa innanzitutto dal rispetto.

Aiaf seguiterà a lavorare sul territorio per offrire, a tutte quelle donne che ne avranno bisogno, un supporto per abbattere tutti gli ostacoli che limitano la libertà di essere.

Vi auguro un buon ascolto della storia delle colleghe Lidia Poet ed Elisa Comani. Lidia Poet è stata la prima avvocata iscritta all’ordine degli avvocati in Italia. Venne iscritta all’albo nel 1883 e si vide però subito dopo revocare l’iscrizione. Dopo una lunga battaglia, che la costrinse ad esercitare per anni la professione come ombra del fratello, solo nel 1920 venne di nuovo iscritta all’albo degli avvocati. Elisa Comani, prima avvocata iscritta nel 1919 all’ordine degli avvocati di Ancona. Esercitò la professione con passione e grandi competenze, difendendo la sua dignità professionale nonostante gli attacchi anche della stampa, mantenendo alto il suo profilo anche quando la definirono una sirena in décolleté, pur di sminuire la sua competenza. Ma alla fine la ebbe vinta con i fatti, demolendo tutti i più biechi attacchi personali.

Vi lascio all’ascolto, l’interpretazione è delle colleghe Daniela Donato (Lidia Poet) e Annalisa Galeazzi (Elisa Comani), i testi sono stati liberamente scritti dalla collega Annalisa Galeazzi.

Un sentito ed affettuoso ringraziamento ad Annalisa e Daniela.

Marina Guzzini

http://www.aiaf-marche.it/