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Custodia cautelare in carcere, le norme non apprestano diretta tutela al diritto alla procreazione

15 febbraio 2024

News Regionale - Piemonte e Valle d'Aosta ,

Le norme che regolano il regime della custodia cautelare in carcere non apprestano diretta tutela al diritto alla procreazione, limitandosi a stabilire che non può essere disposta né mantenuta la custodia cautelare in carcere se la persona è affetta (in disparte il rilievo dell'AIDS o di altre malattie che provocano deficienza immunitaria) da malattia particolarmente grave, per effetto della quale le sue condizioni di salute risultano incompatibili con lo stato di detenzione e comunque tali da non consentire adeguate cure in caso di detenzione in carcere (art. 275, comma 4-bis c.p.p.).

Lo ha ribadito la Corte di Cassazione all’interno di un recente provvedimento.

La sentenza n. 5182/2024, della seconda sezione penale, è stata depositata lo scorso 6 febbraio.

Ne consegue, chiarisce il Collegio di piazza Cavour, che la volontà di accedere alla procreazione medicalmente assistita non rientra nel concetto di malattia (men che mai particolarmente grave), come non vi rientra il fatto che l’istante non possa avere figli per le vie naturali.