Lo scopo sessuale, che rende materiale pedopornografico la rappresentazione degli organi sessuali di un minore di anni diciotto non coinvolto in attività sessuali esplicite, simulate o reali, implica l'accertamento della finalità della sua produzione.
Lo puntualizza la Corte di Cassazione, all’interno della sentenza n. 44175/2023. Il provvedimento, emanato dalla terza sezione penale, è stato depositato lo scorso 3 novembre.
Laddove la finalità non sia immediatamente evincibile, argomentano i giudici di piazza Cavour, essa può essere desunta da ogni elemento utile, compresa l'intenzione dell'agente, posto che il reato sussiste quando tale rappresentazione, non altrimenti giustificabile, sia qualificabile come diretta a soddisfare il piacere sessuale o a suscitarne lo stimolo.
Nel caso di specie alla minore erano state richieste, su Instagram, foto erotiche: la Cassazione ha confermato la condanna per produzione di materiale pedopornografico .
