Nelle verifiche fiscali finalizzate a provare, per presunzioni, la condotta evasiva, l'azione di controllo può anche indirizzarsi sui conti bancari intestati al coniuge o al familiare del contribuente, potendo desumersi la riferibilità a quest'ultimo da elementi sintomatici.
Lo puntualizza la Corte di Cassazione, all’interno dell’ordinanza n. 29719/2023.
Il provvedimento è stato depositato dalla quinta sezione civile lo scorso 26 ottobre.
I giudici di piazza Cavour delineano i presupposti sintomatici: il rapporto di stretta familiarità, l'ingiustificata capacità reddituale dei prossimi congiunti nel periodo di imposta considerato, l'infedeltà delle dichiarazioni e l'esercizio di attività da parte del contribuente compatibile con la produzione della maggiore redditività riferita a dette persone.
