In materia di valutazione della prova testimoniale, il giudice può assegnare peso probatorio tanto alla prima o alle prime dichiarazioni quanto a quella o a quelle successive, a seconda degli elementi in suo possesso nel caso concreto.
Lo precisa la Corte di Cassazione, all’interno della sentenza n. 42227/2023. Il provvedimento della terza sezione penale è stato depositato lo scorso 17 ottobre.
Ciò con l'ulteriore precisazione che, in presenza di una ritrattazione non inequivocabilmente idonea a svalutare le precedenti dichiarazioni, è imposto un controllo più incisivo sulle dichiarazioni iniziali e, possibilmente, sui motivi della variazione del dichiarato.
A ben vedere, puntualizzano i giudici di piazza Cavour, è possibile in presenza di una ritrattazione inattendibile o mendace, ritenere che essa si traduca, proprio perché tale, in un ulteriore elemento di conferma delle originarie dichiarazioni accusatorie.
