...

Con la riforma Cartabia sì al ricorso congiunto dei coniugi per avere separazione e divorzio insieme

30 ottobre 2023

News Regionale - Piemonte e Valle d'Aosta ,

Con la riforma Cartabia sarà possibile, d'ora in poi, presentare un ricorso congiunto dei coniugi per avere separazione e divorzio insieme.

A questa importante statuizione è giunta la Corte di Cassazione che, con sentenza n. 28727/2023, ha ritenuto ammissibile il rinvio pregiudiziale sulle questioni di diritto molto complessa.

Il provvedimento, di ben 27 pagine, è stato depositato lo scorso 16 ottobre.

I giudici di piazza Cavour hanno affermato espressamente che in tema di crisi familiare, nell'ambito del procedimento di cui all'art.473-bis.51 c.p.c., è ammissibile il ricorso dei coniugi proposto con domanda congiunta e cumulata di separazione e di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Tutto ciò, chiaramente, quando sono già decorsi in termini di legge per avere il divorzio.

La Suprema Corte ricostruisce il dibattuto tema, già lungamente analizzato da dottrina e giurisprudenza.

Uno dei motivi per cui i pro superano i contro sulla possibilità di presentare tale ricorso è che l'accordo riveste natura meramente ricognitiva e non negoziale, con riferimento ai presupposti necessari per lo scioglimento del vincolo coniugale, essendo soggetto alla verifica del tribunale che, in materia, ha pieni poteri decisionali» e non configura una ipotesi in senso stretto di «divorzio consensuale, analogo alla separazione consensuale (ove la pronuncia del Tribunale è unicamente rivolta ad attribuire efficacia dall'esterno all'accordo tra i coniugi, qualificabile come un negozio giuridico di natura familiare), poiché il giudice non è condizionato al consenso dei coniugi, ma deve verificare la sussistenza dei presupposti per la pronuncia, di natura costitutiva, di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, mentre ha valore negoziale per quanto per quanto concerne i figli e i rapporti economici, consentendo di intervenire su tali accordi soltanto nel caso in cui essi risultino, quanto ai rapporti patrimoniali, contrari a norme inderogabili (secondo orientamento giurisprudenziale) e/o (alla luce del dettato normativo) all'interesse dei figli.

Ora gli atti torneranno al Tribunale di Treviso che aveva sollevato d'ufficio la questione pregiudiziale, investendo la Cassazione del problema legato al vuoto legislativo della recente riforma.

La vicenda trae origine dai fatti di una coppia che si era separata chiedendo la regolamentazione dei rapporti patrimoniali e l'affido della figlia. Erano decorsi sei mesi, ed era maturato il termine per il divorzio, quindi i due avevano chiesto sia l'una che l'altro.

Il Tribunale di Treviso ha rimesso la complessa questione alla Cassazione che ha deciso nel senso dell'ammissibilità della domanda fatta in accordo dai due.