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Atti persecutori, la prova dell’evento va ancorata ad elementi sintomatici del turbamento psicologico

14 settembre 2023

News Regionale - Piemonte e Valle d'Aosta ,

Mediante sentenza n. 36874/2023 la Corte di Cassazione torna a formulare alcuni specifici rilievi in materia di atti persecutori.

Il provvedimento, emesso dalla quinta sezione penale della Suprema Corte, è stato depositato lo scorso 5 settembre.

In tema di atti persecutori, la prova dell'evento del delitto, in riferimento alla causazione nella persona offesa di un grave e perdurante stato di ansia o di paura, deve essere ancorata ad elementi sintomatici di tale turbamento psicologico ricavabili dalle dichiarazioni della stessa vittima del reato.

Tali elementi, argomentano i giudici di piazza Cavour, possono anche essere desunti dai comportamenti della vittima conseguenti alla condotta posta in essere dall'agente ed anche da quest'ultima, considerando tanto la sua astratta idoneità a causare l'evento, quanto il suo profilo concreto in riferimento alle effettive condizioni di luogo e di tempo in cui è stata consumata.