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Stalking, le linee guida interpretative della Corte di Cassazione

8 settembre 2023

News Regionale - Piemonte e Valle d'Aosta ,

Con sentenza n. 36415/2023, la Suprema Corte torna ad analizzare il reato di stalking. Con il provvedimento in questione, emanato dalla quinta sezione penale e depositato lo scorso 31 agosto, la Cassazione formula alcune linee guida in materia.

Ai fini della configurabilità del reato, argomentano i giudici di piazza Cavour, è sufficiente la consumazione di anche di uno solo degli eventi alternativamente previsti dall'art. 612-bis c.p.

La prova dello stato d'ansia o di paura denunciato dalla vittima può essere tratta anche dalla natura dei comportamenti tenuti dall'agente ove essi siano idonei a determinare in una persona comune tale effetto destabilizzante.

Essa può essere desunta da elementi sintomatici, ricavabili dalle dichiarazioni della stessa vittima del reato, dai suoi comportamenti conseguenti alla condotta posta in essere dall'agente e anche dalla condotta stessa del reo, valutando sia la sua astratta idoneità a causare l'evento, sia il suo profilo concreto in riferimento alle effettive condizioni di luogo e di tempo in cui è stata consumata.

Non è necessario, si legge in conclusione, che la vittima prospetti espressamente e descriva con esattezza uno più degli eventi alternativi del delitto, potendo desumersi la prova di essi dal complesso degli elementi fattuali altrimenti acquisiti o dalla condotta stessa dell'agente.