Per i matrimoni di breve durata, nell'ipotesi di un coniuge giovane e idoneo al lavoro, prevale il principio di autoresponsabilità, sicché il canone dell'autosufficienza, ai fini del riconoscimento dell'assegno, va valutato con rigore.
Lo sottolinea la Corte di Cassazione, all’interno di una recente ordinanza.
Il provvedimento, n. 22021/2023, è stato depositato lo scorso 24 luglio.
Tale situazione descritta sopra si differenzia da quanto accade, per contro, nella ipotesi di matrimoni di lunga durata, caratterizzati da una distribuzione asimmetrica degli impegni familiari, dalla età del richiedente che fatica a rientrare o, ancor più, a collocarsi ex novo nel mondo del lavoro, in cui prevale il principio di solidarietà post coniugale.
Nella vicenda analizzata dai giudici di piazza Cavour, lo squilibrio suddetto, in termini di correlazione causale, non poteva certamente ricondursi, stante la descritta, brevissima durata del matrimonio, a scelte comuni di conduzione della vita familiare, eventualmente comportanti anche il sacrificio di aspettative lavorative e professionali, nemmeno allegate.
