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La deposizione della parte offesa può costituire l’unica fonte di prova del reato sessuale

7 luglio 2023

News Regionale - Piemonte e Valle d'Aosta ,

Nell'ambito dell'accertamento di reati sessuali, la deposizione della persona offesa, seppure non equiparabile a quella del testimone estraneo, può essere assunta anche da sola come fonte di prova della colpevolezza.

Ciò ove venga sottoposta ad un'indagine positiva sulla credibilità soggettiva ed oggettiva di chi l'ha resa.

La puntualizzazione è a firma della Suprema Corte ed è contenuta all’interno della sentenza n. 23944/2023.

Il provvedimento è stato depositato dalla terza sezione penale lo scorso 5 giugno.

In tale contesto processuale, si legge nel provvedimento, il più delle volte l'accertamento dei fatti dipende necessariamente dalla valutazione del contrasto delle opposte versioni di imputato e parte offesa, soli protagonisti dei fatti, in assenza, non di rado, anche di riscontri oggettivi o di altri elementi atti ad attribuire maggiore credibilità, dall'esterno, all'una o all'altra tesi.