L’età, un basso livello professionale e condizioni difficili del mercato del lavoro legittimano il riconoscimento dell’assegno divorzile in favore dell’ex moglie.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, all’interno dell’ordinanza n. 17505/2023.
Il provvedimento è stato depositato lo scorso 19 giugno.
Ad apparire decisivo, secondo i giudici di piazza Cavour, il riferimento al fatto che la donna, a fronte dell’età e di un livello professionale certamente non elevato, oltre alla complicata situazione generale del mercato del lavoro, non fosse in grado di migliorare la propria posizione reddituale.
Dopo la dichiarazione ufficiale di cessazione degli effetti civili del matrimonio tra i due coniugi, i giudici di merito riconobbero alla donna, sia in primo che in secondo grado, il diritto a percepire l’assegno divorzile.
Nello specifico, l’uomo era tenuto a versare all’ex moglie un importo di 750 euro ogni mese.
Anche la Cassazione, appurata la situazione difficile della donna, ha riconosciuto l’assegno divorzile in favore della donna.
