Le determinazioni del giudice di merito riguardanti il regime di affido e collocamento ed anche di visita e/o di frequentazione tra genitori e figlio minorenne non possono certamente ritenersi vincolate alle corrispondenti, contrapposte richieste dei genitori del minore stesso.
È possibile stabilire modalità di visita e/o frequentazione anche più ampie, oppure alternative, rispetto a quelle proposte dai genitori o da quelle da loro godute in passato.
Lo precisa la Suprema Corte, all’interno dell’ordinanza n. 15693/2023, depositata lo scorso 5 giugno.
Ciò, si legge nel provvedimento, in quanto le determinazioni del giudice appaiono finalizzate alla tutela dell'interesse preminente del minore ad una crescita equilibrata nel rapporto con entrambi i genitori.
L’interesse preminente del minore, chiudono i giudici di piazza Cavour, costituisce il prioritario criterio che deve guidare il giudice nella decisione sul punto.
