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Maltrattamenti in famiglia, il GIP può indicare al PM di acquisire i dati del traffico telefonico

18 maggio 2023

News Regionale - Sicilia ,

Interessante sentenza in materia di diritto penale della famiglia, a firma della Suprema Corte.

La Cassazione, col provvedimento n. 18853/2023, emesso dalla sesta sezione penale e depositato lo scorso 4 maggio, torna su una tematica oggetto di precedenti arresti giurisprudenziali.

Il Giudice per le indagini preliminari, in esito all’udienza camerale fissata a seguito di opposizione della persona offesa alla richiesta di archiviazione per il delitto di maltrattamenti contro familiari, può indicare al Pubblico Ministero tra le indagini necessarie, anche ai fini della valutazione del rischio, l’acquisizione dei dati del traffico telefonico con indicazione delle celle di aggancio.

Nel caso di specie, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Enna denunciava l’abnormità del provvedimento con il quale il GIP siciliano, all’esito della richiesta di archiviazione avanzata dal PM per il delitto di maltrattamenti e dell’opposizione della persona offesa, ha disposto che l’organo dell’accusa svolgesse ulteriori attività investigative.

Il GIP ha disposto che il PM acquisisse i dati in oggetto con indicazione del periodo e delle celle di aggancio e svolgesse anche l'analisi dei tabulati, con quantificazione del numero di telefonate.

Tale provvedimento non risulta abnorme, sia perché l'art. 409, comma 4, c.p.p. consente al giudice di «indicare “ulteriori indagini”, senza stabilirne il livello di dettaglio o meno», sia perché «attraverso detta attività, non avviene alcun travalicamento dei poteri di controllo del corretto esercizio dell'azione penale che sono propri del giudice».