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Le violenze verbali possono configurare il reato di maltrattamenti in famiglia

3 aprile 2023

News Regionale - Piemonte e Valle d'Aosta ,

Le violenze verbali, ripetute e idonee a determinare un turbamento psichico nei confronti del soggetto offeso, possono configurare il reato di maltrattamenti in famiglia.

È quanto emerge dalla sentenza n. 11137/2023, depositata dalla sesta sezione penale della Cassazione lo scorso 15 marzo.

La struttura della fattispecie incriminatrice di cui all'art. 572 c.p., si legge nel provvedimento, non circoscrive l'incidenza penalistica della condotta entro il perimetro di una specifica forma di violenza.

Invero, argomentano i giudici di piazza Cavour, si tratta di un reato a forma libera la cui previsione, come tale, attribuisce rilievo anche alle violenze verbali, in quanto idonee a determinare un perdurante stato di sofferenza e prostrazione nella persona offesa.

Definitiva la condanna nei confronti di un uomo che ha preso di mira, per lungo tempo, la compagna con cui ha avuto un figlio e con cui ha convissuto. I Giudici chiariscono che va attribuito rilievo anche alle violenze verbali, in quanto idonee a determinare un perdurante stato di sofferenza e di prostrazione nella persona offesa.

Catalogabili, pertanto, come maltrattamenti in piena regola anche le violenze verbali perpetrate da un uomo nei confronti della donna a cui è legato da una relazione sentimentale, con tanto di figlio, e con cui vive sotto lo stesso tetto.